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05 luglio 2010

L'ultima novità arriva dagli Stati Uniti, dove tutte le attività delle aziende si stanno concentrando sui cellulari, o meglio, sugli smartphone. L'idea di base è far diventare questi ultimi, il canale preferenziale per comunicare con il proprio consumatore. Il concept è molto semplice quanto geniale. Inviare uno sconto o un coupon direttamente sullo smartphone del “prosumer”, il consumatore 2.0, sotto forma di codice a barre da mostrare alla cassa del negozio. Questo permette, tra le altre cose, di tracciare le abitudini delle persone e di sapere con quale frequenza fanno un tipo di acquisto, dove, a che ora e tutte le informazioni possibili sulle abitudini delle persone. Immaginiamo di sapere, grazie al codice a barre, che un nostro cliente è da diverso tempo che non acquista in un nostro punto vendita. Voi trovate un modo migliore che inviargli uno sconto particolare sul suo smartphone? Ma non è solo questo a rendere il “mobile couponing” uno strumento fondamentale del marketing 2.0. Tra i vantaggi principali c'è sicuramente quello di poter contare su una comunicazione personalizzata. Il messaggio, poi, arriva sicuramente in un momento di totale assenza di comunicazioni concorrenti e, soprattutto, la persona lo sente “suo”, come se l'azienda lo avesse scritto appositamente per lui. Si è partiti dal settore alimentare, come i fast food, e l'abbigliamento, ma sicuramente è uno strumento valido per qualsiasi altro settore merceologico. Inoltre, si hanno a disposizione moltissime altre informazioni utili per chi fa marketing. Per i consumatori, il “mobile couponing” è il modo più pratico per avere a che fare con i vecchi coupon da ritagliare dai giornali, ma il prezzo da pagare? Spesso ad essere sacrificata è la propria privacy. Per concludere, riporto le parole del fondatore di Coupon Sherpa, l'azienda specializzata nell'offerta di coupon per cellulari. “Il grande vantaggio è la sua onnipresenza, perché ormai il cellulare è come la biancheria intima: ti segue ovunque”.

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