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06 agosto 2009

Ho deciso di partire, vado a Berlino. Non conosco un angolo della città, ma sono tranquillo. Sceso dall’aereo, attiverò il mio smartphone che mi guiderà per le vie del centro, comunicandomi i ristoranti più vicini, gli orari dei servizi pubblici, gli hotspot WiFi disponibili. E, siccome sono un appassionato di musei ed opere d’arte, esplorando la città potrò leggere nomi ed informazioni sulle statue, le fontane e le piazze direttamente dal display del telefono, che in tempo reale capirà cosa sto guardando. Nel museo, pagato l’ingresso, il dispositivo si interfaccerà automaticamente con un sistema centralizzato e avrò le audioguide a disposizione in podcast direttamente nei miei auricolari, ovviamente in base al quadro avanti a me. Ah, la tecnologia…

Non siamo ancora arrivati a questi livelli, ma ci siamo quasi. L’introduzione di funzionalità avanzate sugli smartphone in vendita - prima la fotocamera, poi il modulo GPS, oggi la bussola - sta completamente cambiando il modo di sviluppare software, in particolare per dispositivi mobile; a dirla tutta è cambiato proprio il modo di approcciare gli smartphone, inizialmente considerati come dei telefoni con qualcosa in più della calcolatrice da ufficio, attualmente veri e propri computer. Non solo sono capaci di sostituire  una postazione di lavoro classica, ma addirittura competono egregiamente con le più diffuse piattaforme gaming come Sony PSP e Nintendo DS. E si sa, quando si tocca l’argomento videogames si parla di prestazioni hardware nude e crude.

L’ultima frontiera è la cosiddetta augmented reality, la realtà aumentata, che darà nuovi impulsi a questo mercato, rendendo questi dispositivi ancora più utili di quanto non lo siano già. L’AR è una tecnica che consiste nell’applicare informazioni aggiuntive alla visualizzazione della realtà attraverso il classico display. Nulla di nuovo, se vogliamo: soluzioni simili vengono usate da anni nel campo militare, ad esempio negli aerei da guerra, in cui diverse informazioni quali altezza, direzione e velocità sono proiettate sul parabrezza in tempo reale.

Come si possa sfruttare tutto questo “nel piccolo”, è una domanda a cui solo la fantasia di un programmatore può rispondere, ma non stanno tardando a presentarsi alcune idee davvero originali. Tanto per iniziare, a breve è prevista l’uscita di un’App per iPhone in grado di comunicare la più vicina stazione della metro in base a posizione e orientamento dell’utilizzatore. Pratica, veloce e molto divertente.

Qualcosa si sta muovendo anche a livello governativo. La Comunità Europea ha ritenuto così interessante l’argomento tanto da finanziare un progetto intero: iTacitus. Uno fra gli obiettivi è proprio quello di ricercare le applicazioni migliori di augmented reality relativamente a monumenti ed opere d’arte, e già ci sono diversi esempi funzionanti di software del genere.

Probabilmente però, l’ambito in cui questa tecnologia prenderà più piede è quello - immancabile - del social networking. I concept si sprecano: dalla ricerca del twitter più vicino, fino addirittura alla “taggatura” dei volti umani e il riconoscimento automatico dei social network su cui una determinata persona è presente!

Cos’altro possiamo aspettarci?

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