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31 luglio 2009
Talvolta i pregiudizi, dispiace dirlo, hanno ragione. Ed i luoghi comuni ancora di più.
Siamo il paese dei mandolini e degli spaghetti, il ragionier Ugo Fantozzi può esultare.
Ho visto Italia.it. E devo confessare che, contro ogni buonsenso, ci sono rimasto a lungo sopra. Soprattutto in homepage. Digerito il messaggio di benvenuto del mio presidente del consiglio, (messaggio di cui non ho colto l’utilità: se sono italiano non ho di certo bisogno di essere convinto da qualcuno sulle qualità artistiche del mio paese; se sono straniero, semplicemente non colgo il messaggio perchè è scritto in lingua italiana), ho trascorso ...
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L’incremento dei canali di distribuzione dei contenuti messi a disposizione dalla rete (video sharing, social network, rss, podcast) necessita ogni giorno di più la pianificazione di politiche e strategie di gestione e diffusione dei contenuti stessi.
L’opportunità offerta dai Social Network non andrebbe sfruttata solo come ripetitore o contenitore di ciò che è già pubblicato sul main-site, semplicemente per dire “ci sono anche io” o “ci trovate anche su…”.
Ogni canale di distribuzione ha le proprie caratteristiche, il proprio pubblico, la propria experience.
La scelta di promuovere contenuti al di fuori del canale istituzionale del sito dovrebbe prevedere ...
Proseguo la mia attività di recensioni rendendomi conto solo ora che l’oggetto del post che mi sto accingendo a scrivere riguarda ancora una volta qualcosa che accade oltremanica…
Sarà forse la voglia di vacanza o più verosimilmente che c’è molto fermento per quanto riguarda la comunicazione da quelle parti.
In questo caso si tratta di una riuscitissima campagna di marketing virale promossa dalla Saatchi & Saatchi per conto di T-Mobile.
Questa campagna sfrutta il concetto alla base del viral, “partire da pochi per arrivare a molti”, in maniera molto intelligente ed ammiccante, soprattutto nei confronti del Web del quale ...
E’ di pochi giorni fa la notizia che vede coinvolto un team di ricerca dell’IBM nello sviluppo di un nuovo tipo di compilatore, Milepost, in grado di apprendere da sè il modo per ottimizzare un’applicazione.
Più specificamente, come afferma il coordinatore del progetto Mike O Boyle, il nuovo compilatore è in grado di riconoscere l’architettura hardware su cui girerà l’applicazione da compilare, e - mediante algoritmi di intelligenza artificiale e tecniche di machine learning - migliorarne il codice in maniera del tutto automatica.
Realizzato sulla base del famosissimo GNU GCC 4.4, Milepost è già disponibile per il ...